Azienda Agricola e Agriturismo I Tre Casali

Martedì, 21 Maggio 2013 19:24

430 nuovi compagni di viaggio

Sono 430 le nuove piante di cui l'azienda ha deciso di dotarsi, investendo risorse ed energia in questa terra magnifica e gratificante, dura da lavorare ma ricca e fertile (e non è un caso che il nome Sovana derivi dall'etrusco "suf", che significa “terra verde”).

220 di queste sono giovani ulivi di 2 anni. Il nuovo uliveto è stato impiantato nei vasti spazi liberi del vecchio uliveto, che con meno di 100 piante occupava circa 1 ettaro e mezzo del nostro poggio. La prima lavorazione è stata effettuata ad agosto 2012, ed è consistita nello scasso del terreno con il ripper, un grosso dente che trainato dalla trattrice solca il terreno fino ad una profondità di 90-110 cm , producendo un importante rivoltamento e arieggiamento del terreno su cui poi saranno impiantati gli ulivi, le cui radici troveranno così un terreno adeguatamente soffice e arieggiato in cui poter facilmente radicare (le varie fasi sono documentate nella fotogallery sottostante). Tra fine settembre e inizio ottobre ha avuto luogo la seconda fase, in cui si è proceduto anzitutto ad una lavorazione superficiale del terreno con il morgano, anche al fine di pareggiare la superficie in modo da rendere più agevoli le operazioni successive, prima tra tutte lo squadro, ovvero il vero e proprio disegno sul terreno tramite picchetti della forma del nuovo impianto, sulla base del sesto d'impianto prescelto, ovvero le distanze a cui si intendono piantare gli ulivi sulla fila e tra le file. Quello dello squadro è stata un'operazione nel nostro caso non semplicissima essendo gli ulivi adulti già presenti sul poggio non sempre ben allineati tra loro. Si è cercato inoltre, nella determinazione della ubicazione definitiva dei piccoli ulivi, di tener conto delle caratteristiche delle singole varietà prescelte (ovvero le cultivar Canino, Frantoio, Leccino, Leccino del corno, e Pendolino); per esempio la varietà Frantoio è abbastanza delicata e sensibile a venti forti e al freddo, e quindi gli ulivi di questa varietà sono stati sistemati in prevalenza nelle aree più riparate, ovvero ai piedi del poggio su cui sorgono i Tre Casali; al contrario i Canino, piante vigorose e piuttosto resistenti ai venti, sono stati messi a dimora nelle aree meno riparate. Altro importantissimo fattore da tenere in considerazione è stato quello della distribuzione dei cosiddetti impollinatori, al fine di una loro presenza uniforme in tutto l'uliveto. Una volta stabilito tutto questo, e una volta a disposizione le piantine acquistate e i tutori in legno (nel nostro caso pali di castagno stagionati) necessari nei primi anni di vita come sostegni a difesa dal forte vento che qui spesso tira, tra fine ottobre e i primissimi di novembre si è finalmente proceduto alla messa a dimora delle 220 piante. Il lavoro è stato eseguito in parte con attrezzi manuali, in parte con l'aiuto di un escavatore. Sono state scavate buche di circa 70x70cm e di non meno di 50 cm di profondità, in cui poi le piante sono state sotterrate circa due-tre dita sopra l'innesto, ovvero circa 6-8 cm sopra il pane di terra del vasetto dei piccoli ulivi. Insieme sono stati piantati trasversalmente (per avere un unico e limitato punto di contatto con l'ulivo) i pali, a cui poi sono stati legati gli alberelli, da cui, come ultima operazione, sono stati recisi i rametti presenti sul fusto sotto i 60-80 cm di altezza da terra. Poi le abbondanti piogge dell'autunno-inverno 2012 hanno favorito un radicamento indolore e senza traumi. Ora l'avventura continua, nella speranza che l'imminente stagione estiva non sia come l'ultima, terribilmente siccitosa, in quanto i piccoli ulivi almeno ogni 30 giorni avrebbero bisogno di un rifornimento di acqua, che se potesse venire dal cielo non sarebbe affatto male...Nelle prossime stagioni poi seguiranno lavorazioni del terreno e soprattutto le operazioni di potatura di formazione per cominciare a dare la forma prescelta agli ulivi, nel nostro caso la classica conformazione a vaso.

A metà marzo invece, al termine di una vigorosa potatura che aveva messo in evidenza numerose fallanze lungo i 12 filari della vigna vecchia, si è provveduto al suo parziale reimpianto, con la messa a dimora di 185 barbatelle di Ciliegiolo, che vanno così ad integrarsi con il resto del vigneto, composto da viti a maggioranza Sangiovese e in piccola parte Trebbiano. Dopo aver efficacemente scavato e smosso il terreno con lo scavatore, al fine di creare un terreno in cui le radici delle giovani barbatelle possano agevolmente svilupparsi, si è proceduto con lo scavo a mano delle buchette, in cui poi sono state versate alcune palate di terriccio, e in cui poi sono state messe a dimora le barbatelle, le cui radici al momento dell'impianto sono state opportunamente accorciate, al fine di dar loro maggiore vigoria, viste le caratteristiche di questo terreno vulcanico e tufaceo, duro e compatto, e motivo per il quale sono state scelte barbatelle con portainnesto Paulsen 1103.

Infine, verso la fine di marzo, in una zona di terreno incolto che avevo trovato ricoperta dai rovi proprio antistante l'orto e quindi in una posizione soleggiata, ventilata e vicina ad una fonte di acqua ho impiantato attorno ad un pero e ad una visciola che fino ad ora erano cresciuti solitari in mezzo a rovi e sterpaglie un nuovo piccolo frutteto, composto da 25 nuove piante di 1 e 2 anni: 4 peschi, 3 peri, 5 susini, 6 ciliegi, 7 albicocchi che vanno così ad integrarsi con gli alberi da frutto adulti preesistenti in azienda: fichi, melograni, gelsi, albicocchi, peschi, meli, susini,ciliegi, visciole.

Convenzioni

A breve saranno attive convenzioni con altre strutture

Seguici Su